La famiglia, lievito per un’umanità fraterna

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Il 2021 sarà l’Anno della famiglia Amoris laetitia. Un invito a rivalutare la famiglia, nella sua bellezza e nelle sue difficoltà, come cellula vitale dell’umanità; e a considerarne lo straordinario apporto nella costruzione della fraternità universale.

Una famiglia che scopre e sperimenta la gioia di avere un dono e di essere a sua volta un dono per la Chiesa e la società, «può diventare una luce nel buio del mondo» (Amoris laetitia, 66).

Anno della Famiglia.
5° anniversario di Amoris laetitia
Come è solito fare il nostro amato papa Francesco, ci ha sorpreso chiudendo l’anno 2020 con l’annuncio che nel 2021, nel quinto anniversario dell’esortazione apostolica Amoris laetitia, celebreremo un anno dedicato alla famiglia, l’Anno della famiglia Amoris laetitia.
L’esperienza della pandemia che stiamo attraversando, tra incertezza e speranza, ci ha permesso di evidenziare il ruolo centrale della famiglia come Chiesa domestica, così come il valore dei legami comunitari tra le famiglie, che fanno della Chiesa una «famiglia di famiglie » (Amoris laetitia, 87) e nella società valorizzano il capitale sociale che essa rappresenta in tempi come quelli che stiamo attraversando, dove la casa, la cura, la solidarietà interpersonale e la vicinanza sono fondamentali per affrontare le sfide del presente e del futuro.
Il Papa, attraverso il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, ci propone diversi obiettivi per quest’anno: la diffusione dell’esortazione apostolica, l’annuncio del sacramento del matrimonio come un dono, il protagonismo delle famiglie nella pastorale familiare, la formazione dei giovani e la necessità di allargare lo sguardo affinché l’azione pastorale della famiglia raggiunga tutti, specialmente le situazioni di fragilità.
Sarà un anno intenso e arricchente, ovunque in tutto il mondo, per rivalutare e proporre la famiglia come cellula vitale dell’umanità e di ogni persona, tenendo conto della sua bellezza e anche delle sue difficoltà; promuovendo la sua dignità, i suoi diritti e lo straordinario apporto che ogni famiglia dà nella costruzione della fraternità universale, a partire dal suo contributo al bene comune, inserendosi a livello locale, regionale e nazionale.
Le varie proposte saranno orientate a rafforzare il senso della famiglia e ad accompagnare, con strumenti ed esperienze, la riflessione e l’azione, tenendo conto delle varie sfaccettature della vita familiare, coinvolgendo tutti i suoi membri come protagonisti: coniugi, figli, nonni; adulti, bambini, giovani. Un’attenzione speciale sarà data alla cura delle famiglie in situazioni di fragilità, che hanno bisogno di essere accompagnate, di essere aiutate nel discernimento e integrate (Amoris laetitia, VIII).
Saranno messi a disposizione materiali e iniziative spirituali, formative, culturali e promozionali affinché le comunità, le parrocchie, le diocesi, le università, i movimenti ecclesiali e le associazioni familiari possano contare su «strumenti di spiritualità familiare, di formazione e azione pastorale sulla preparazione al matrimonio, l’educazione all’affettività dei giovani e sulla santità degli sposi e delle famiglie che vivono la grazia del sacramento nella loro vita quotidiana» e saranno anche organizzati simposi accademici internazionali «per approfondire i contenuti e le implicazioni dell’Esortazione Apostolica in relazione a tematiche di grande attualità che interessano le famiglie di tutto il mondo».
Tutti possiamo partecipare e impegnarci, ciascuno nel proprio contesto e secondo la propria particolare vocazione, mettendo in comune i propri talenti per il bene di tutte le famiglie.
Le notizie saranno disponibili sul sito www.amorislaetitia.va, in cinque lingue, inglese, francese, spagnolo, portoghese e italiano.
 
Prendersi cura delle fragilità
L’Anno della famiglia sarà un’ottima occasione per “ripartire” nel nostro impegno di promuovere il valore della famiglia e di dare testimonianza nella normalità della propria vita, curandola e custodendola, affinché, a fronte delle proprie debolezze o degli attacchi esterni, prevalga il senso più profondo e sano della comunità familiare, dove ognuno è amato così com’è e messo in grado di dispiegare il meglio di se stesso, in quella relazione interpersonale che avviene tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, e si proietta alla famiglia allargata a nonni, zie, zii, cugini e a persone che, al di là del legame di sangue, appartengono all’ambiente vitale attraverso il legame d’amore.
Non ci sono estranee, avendo ascoltato le presentazioni dei sinodi sulla famiglia negli ultimi due anni e, soprattutto, nella nostra esperienza laicale vissuta giorno dopo giorno, le enormi sfide attuali che la vita familiare comporta e da cui scaturisce una complessità di questioni che, come sottolinea Amoris laetitia, ci hanno mostrato «la necessità di continuare ad approfondire con libertà alcune questioni dottrinali, morali, spirituali e pastorali» (Amoris laetitia, 2). Sarà anche un anno per affinare lo sguardo alla ricerca di risposte rinnovate, a partire dagli insegnamenti della Chiesa e della Parola, che «è popolata da famiglie, da generazioni, da storie di amore e di crisi familiari, fin dalla prima pagina, dove entra in scena la famiglia di Adamo ed Eva, con il suo carico di violenza ma anche con la forza della vita che continua (cfr. Gen 4), fino all’ultima pagina dove appaiono le nozze della Sposa e dell’Agnello (cfr. Ap 21,2.9)» (Amoris laetitia, 8).
Evangelii gaudium ci ricordava già qualche anno fa che la famiglia sta attraversando una profonda crisi culturale, dove la fragilità dei legami diventa particolarmente grave perché è la cellula base della società, dove il matrimonio tende ad essere visto come una mera forma di gratificazione affettiva che può essere costituita in qualsiasi modo e modificata secondo la sensibilità di ogni persona, dove l’individualismo postmoderno e globalizzato favorisce uno stile di vita che indebolisce lo sviluppo e la stabilità dei legami tra le persone, e snatura i legami familiari.
«La famiglia è il luogo della formazione integrale, dove si dispiegano i diversi aspetti, intimamente relazionati tra loro, della maturazione personale. Nella famiglia si impara a chiedere permesso senza prepotenza, a dire “grazie” come espressione di sentito apprezzamento per le cose che riceviamo, a dominare l’aggressività o l’avidità, e a chiedere scusa quando facciamo qualcosa di male. Questi piccoli gesti di sincera cortesia aiutano a costruire una cultura della vita condivisa e del rispetto per quanto ci circonda» (Laudato si’, 213).
In questo cammino ci saranno certamente destinatari e aspetti che saranno centrali: la formazione dei giovani, la cura degli anziani e l’attenzione alle fragilità che molte famiglie nel mondo stanno vivendo.
L’esortazione apostolica Christus vivit evidenzia il ruolo dei giovani di fronte alle sfide, ricordando che «la vocazione laicale è prima di tutto la carità nella famiglia e la carità sociale o politica: è un impegno concreto a partire dalla fede per la costruzione di una società nuova, è vivere in mezzo al mondo e alla società per evangelizzarne le sue diverse istanze, per far crescere la pace, la convivenza, la giustizia, i diritti umani, la misericordia, e così estendere il Regno di Dio nel mondo» (Christus vivit, 168), invitandoli ad essere protagonisti di questa estensione anche “facendo casa” e proponendo alle istituzioni e alle parrocchie di essere, per tanti giovani feriti o frustrati, luoghi di amore gratuito, promozione, affermazione e crescita, tutte caratteristiche dell’ambiente familiare per eccellenza (Christus vivit, 217).
Anche gli anziani meritano una dedizione speciale. L’attuale pandemia ha rivelato la loro mancanza di protezione, anche se si pensava che fossero curati in centri dedicati solo a loro. «Non meritavano di morire così» ci ricorda il Papa, ma nemmeno di sentirsi soli, abbandonati, senza il calore dell’accompagnamento dei propri cari e senza il riconoscimento dell’esperienza che portano alla vita familiare.
Destinatarie privilegiate in quest’anno saranno le situazioni di fragilità di molte famiglie, a partire dagli stessi matrimoni in difficoltà e passando per «le varie pandemie preesistenti» che sono state esposte: famiglie immigrate e rifugiate, famiglie senza lavoro e senza casa, famiglie senza accesso alla salute e all’istruzione. Migliaia, milioni di famiglie intrappolate nella povertà e nella violenza, famiglie vittime della tratta di esseri umani o del traffico di droga.
 
Il volto più bello della Chiesa
In questa proposta integrale un tema significativo sarà la relazione tra ambiente e famiglia. «Prendersi cura del mondo che ci circonda e ci sostiene significa prendersi cura di noi stessi» (Fratelli tutti, 17), quindi prendersi cura del mondo è prendersi cura delle famiglie. Non possiamo chiudere gli occhi sulla cultura dell’usa e getta che non dà valore alla vita e la lascia senza protezione da “un’estremità all’altra”, rispondendo a egoistici interessi ideologici ed economici, dove vincere significa distruggere il vicino che dà fastidio. Comprenderà anche la sfida di rendere le famiglie agenti del cambio di paradigma e della conversione ecologica integrale di cui abbiamo bisogno per superare l’attuale crocevia, affinché le famiglie possano continuare ad essere il luogo dove si costruisce «una cultura della vita condivisa e del rispetto per quanto ci circonda» (Laudato si’, 213).
Il Papa ci dice in Fratelli tutti: «Ogni giorno ci viene offerta una nuova opportunità, una nuova tappa. Non dobbiamo aspettare tutto da coloro che ci governano, sarebbe infantile. Godiamo di uno spazio di corresponsabilità capace di avviare e generare nuovi processi e trasformazioni. Dobbiamo essere parte attiva nella riabilitazione e nel sostegno delle società ferite» (Fratelli tutti, 77) e queste parole servono anche per la nostra missione nella pastorale della famiglia.
Il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita nel suo comunicato sottolinea che «matrimonio e famiglia manifestano il valore alto delle relazioni umane, nella condivisione di gioie e fatiche, nello svolgersi della vita quotidiana, orientando le persone all’incontro con Dio. Questo cammino, quando vissuto con fedeltà e perseveranza, rafforza l’amore e realizza quella vocazione alla santità, propria di ogni persona, che si concretizza nei rapporti coniugali e familiari. In questo senso, la vita familiare cristiana è vocazione e via di santità, espressione del “volto più bello della Chiesa” (Gaudete et exsultate, 9)».
Viviamo questo anno di riflessione, di proposta, di impegno, preparandoci all’Incontro mondiale delle famiglie che si terrà, a Dio piacendo, a Roma il 26 giugno 2022 come conclusione e proiezione di tutto ciò che è stato vissuto, come espressione di una Chiesa in uscita. Che le nostre energie personali e associative siano messe al servizio della cultura della vita perché ogni persona e famiglia scopra la gratuità dell’Amore per essere protagonisti di un’umanità fraterna.
 
(Traduzione dallo spagnolo di Maria Grazia Tibaldi)