La via italiana del dialogo

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L’hanno voluto chiamare Via italiana del dialogo quello che il primo simposio della Chiese cristiane in Italia ha dato vita a Bari il 23-24 gennaio 20261. La «via», nella tradizione cristiana, è uno dei titoli dati alla comunità primitiva o comunità delle origini. Con via si è sempre inteso non una realtà monolitica, ma plurima e aperta. La comunità di «coloro che erano venuti alla fede» era, ed è, nel suo dna plurale, cioè comunità di comunità: da quelle giudeo-cristiane a quelle i cui membri provenivano “dalle genti”.

Definire questa moltitudine, sorta diasporicamente attorno al bacino del Mediterraneo dopo il martirio di santo Stefano, come «quelli della via» vuol dire riconoscere nel Cristo la via di salvezza, e di questa esserne testimoni: appunto, via! Tutto questo non si risolve in un irenismo, o un sincretismo, perché nessuno lo vuole, ma ha imposto al dialogo apostolico tanta misura, tanta saggezza e tanta pazienza, perché ricorda come il cristianesimo non sia legato a una sola civiltà, ma sia fatto per esprimersi secondo il genio di ogni civiltà, purché veramente umana e aperta alla voce dello Spirito.

Queste comunità hanno in sé, fin dalla fondazione, un segno indelebile: una ferita non guarita originata da un non risolto tra l’Ecclesia ex circumcisione e l’Ecclesia ex gentibus.

Questo non dobbiamo dimenticarlo mai! È la ragione di tutte le separazioni avvenute dentro i vissuti dell’esperienza ecclesiale. Molti, come K. Barth e C.M. Martini, riconoscono in questo «non risolto» il punto eziologico di un mistero che da sempre segna, anche oggi, la vita delle Chiese cristiane e la loro presenza nella storia, e che ha trovato nello spirito del Vaticano II un punto di non ritorno. Infatti, la Via italiana del dialogo dice un processo avviato prima-durante-dopo la stagione conciliare: incontri, dialoghi, confronti, documenti, seminari, eventi, convegni, assemblee, che hanno scritto la storia dell’ecumenismo, compreso quello italiano.

La Via italiana del dialogo è ben consapevole della ferita non guarita e non la vuole nascondere perché costitutiva nel/del suo essere «via». Nondimeno, ciò che è accaduto nel primo simposio è qualcosa di nuovo, di storicamente nuovo in Italia e per l’Italia: azione e promozione di un passo concreto compiuto in tre anni di conversazione spirituale che ha portato alla scrittura e alla firma di un patto2. Centoventi delegati nominati da tutte le Chiese sono stati coinvolti attorno a cinque temi sui quali investire: è così che il non risolto rivela la potenza del mistero che porta in sé. Questa ferita non guarita, infatti, non è per la morte, anzi, è generativa di vita perché frutto del processo pasquale scandito dai suoi tempi (passione-morte-risurrezione-ascensione-pentecoste). Questo processo è traditio trasmessa nei corsi e ricorsi lungo la storia, genera percorsi di testimonianza, si fa scrittura da custodire nella sua dinamica ispirata e aperta, e si inserisce nella storia delle traditiones delle confessioni cristiane.

Il processo metodologico che ha accompagnato la preparazione e lo svolgimento del primo simposio è il frutto di ciò che lo Spirito ha agito.

Tre anni di conversazione spirituale
Non è banale ricordare che, tre anni or sono da quando la Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza Episcopale Italiana ha chiesto ai responsabili delle Chiese cristiane di convocarsi, si usciva dal Covid-19, cosa che nessuno dice più. Non dobbiamo dimenticare che quest’ora drammatica della storia ha segnato l’umanità. Anche le relazioni tra le Chiese che si sono trovate “sulla stessa barca”. E così, in questo contesto, nelle conversazioni spirituali la storia dell’ecumenismo italiano sembra essersi sintetizzata nel complettersi del reciproco ascolto fondato sulla Parola e intuito come processo di educabilità che ha portato i responsabili delle Chiese, nel ritmo ternario della conversazione, ad ascoltarsi nel reciproco rispetto di ciò che lo Spirito stava loro dicendo. In particolare, la terza fase del ritmo ternario, quella della sintesi, chiede il coraggio condiviso di prendere una decisione: è così che si è votato all’unanimità il primo simposio coinvolgendo le comunità confessionali locali su un patto firmato dai responsabili delle Chiese. I verbali lo custodiscono e lo trasmettono3.

Il patto tra Chiese cristiane in Italia

Per il patto ciascuno ha fatto i conti in casa propria per rendere ragione e per motivare nelle sedi opportune ciò che stava accadendo con la pratica della conversazione spirituale. Il patto non è un atto formale, ma dalla maturazione reciproca a livello nazionale e locale. Le firme che lo sottoscrivono “non sono una passeggiata” perché portano in sé – nella consapevolezza del mistero della ferita non guarita – un impegno gravoso per/in ciascuna Chiesa sia per la recezione sia per le conseguenze. Anche sul piano dello spazio pubblico, per il rilievo sociale che le Chiese dovranno, nelle vicende, sostenere e supportare: la pace, della giustizia, il bene comune, la dignità della persona, la custodia del creato, la libertà religiosa. Firmarlo è stato un atto storico, perché vuol dire riconoscere che l’opzione per il dialogo va mantenuta, proprio per il patto stesso, anche quando le posizioni divergono. Tutto questo viene esplicitato nei sei articoli che costituiscono la scrittura del patto: il fondamento della condivisione; l’impegno del rispetto reciproco; la collaborazione per la coesione sociale e il bene comune; la testimonianza comune; l’impegno permanente. Il preambolo ricorda la vocazione a camminare insieme come testimoni del Vangelo. L’invocazione finale è sulla preghiera di Gesù «perché tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21).

I laboratori
I laboratori4, eterogenei per aree confessionali, per genere, per geografia, hanno creato le condizioni fondamentali perché ciascun delegato, a partire dal ruolo-compito-servizio-responsabilità che svolge per la governance, l’advocacy, la formazione, la missione della Chiesa di appartenenza, potesse offrire un contributo significativo e importante. Di fatto si è venuto a creare un potenziale ermeneutico spirituale «del possibile». Sappiamo molto bene come tra processo di istituzionalizzazione del cristianesimo e movimento ermeneutico si costituisca uno snodo assai delicato da cui intuire/attingere elementi di novità rivelatoria. È la ferita non guarita a narrarcelo e che la «via» ha in sé e porta con sé. Eppure, i temi svolti hanno trovato nel contesto laboratoriale un novum: comunità ermeneutica di persone mandate dalle loro realtà, desiderose di esserci, di riflettere e di scrivere cose utili per innescare un percorso sia nel vissuto nelle Chiese confessionali sia nel coinvolgere le stesse Chiese ad agire insieme nei territori italiani (spazio pubblico). I temi che elenchiamo semplicemente sono la traccia della «via»: ecumenismo come grammatica della fede; ecumenismo come dono per lo spazio pubblico; ecumenismo come cura della spiritualità; temi spinosi: ecumenismo come sapienza delle differenze (ospitalità eucaristica e matrimoni interconfessionali).

Guardando avanti
Il «del possibile» emerso nei laboratori dà concretezza per la recezione da avviare nelle comunità confessionali locali. Ora urge parlare del simposio, farlo conoscere: testo del patto e sintesi dei laboratori! Leggere il materiale ed elaborare il pensiero, mettendo in azione tutta la potenziale creatività culturale che può essere promossa in Italia: non solo nei contesti ecclesiali, ma anche nello spazio pubblico. Questa semina è molto importante.

Appuntamento nel 2028 a Firenze per il secondo simposio.

1Tutti il materiale del Simposio è consultabile all’indirizzo: https://unedi.chiesacattolica.it/2026/01/09/primo-simposio-delle-chiese-cristiane-bari-23-24-gennaio-2026/
2Per l’introduzione e il testo del patto si veda
https://unedi.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/32/2026/01/23/patto_con_introduzione_simposiochiesecrisiane.pdf
3È possibile consultare i verbali ai seguenti indirizzi:
https://unedi.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/32/2023/07/20/verbale_Ascolto_sinodale_CHIESE_12giu23.pdf  (2023);
unedi.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/32/2024/07/31/Sintesi_10giu24.pdf  (2024);
https://unedi.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/32/2025/07/24/Sintesi_Ascolto_sinodale_CHIESE_16-giugno-2025.pdf  (2025).
4Schede e sintesi dei laboratori consultabili online all’indirizzo: https://unedi.chiesacattolica.it/2026/01/26/primo-simposio-delle-chiese-cristiane-in-italia-i-laboratori/