a cura di Gabriele Gabrielli, a cura di Alfonso Lanzieri

Gli agenti del cambiamento

Questo tempo ci chiede una fatica particolare: comprendere le relazioni tra le parti e tenerle insieme in modo che il tutto non si disperda in frammenti. La vita sociale, il lavoro, le istituzioni, perfino il nostro modo di percepire l’io sembrano attraversati da trasformazioni profonde che spesso fatichiamo a interpretare. Chiamiamo tutto questo cambiamento. Ma il cambiamento che viviamo appare pervasivo, talvolta improvviso, spesso difficile da decifrare nelle sue cause e nelle sue conseguenze.

Secondo noi

La civiltà che vogliamo

di Enzo Romeo

Siamo spettatori della «guerra mondiale a pezzi» tante volte evocata da papa Francesco. Ma non possiamo rassegnarci alla logica delle armi. Il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, nell’intervista a «Dialoghi» rilancia l’appello di Leone XIV affinché tutte le comunità cristiane diano voce alla pace, si oppongano alla follia bellica, sostengano i più poveri, elaborino proposte culturali che favoriscano l’affermarsi di sistemi improntati al rispetto umano e all’equità sociale e non alla forza bruta e all’idolatria del denaro. Mentre crolla il multilateralismo, mentre le istituzioni internazionali sono derise e messe in discussione, mentre la diplomazia viene considerata quasi una perdita di tempo, c’è una chiamata di responsabilità personale a cui è doveroso rispondere.

Blog

Giubileo, sulla soglia della speranza

di Vito Impellizzeri

Seduto alla soglia di una delle porte sante aperte verso l'interno delle nostre Chiese, ricordo con un sorriso di coscienza il gesto di Francesco che apriva una porta santa e inaugurava un giubileo fuori tempo nel cuore dell'Africa dentro il suono continuo di morte, il grido di ingiustizia, che producono le armi; guardo con curiosità i volti dei carcerati che vorrebbero poter uscire dalla cappella di un carcere attraverso una porta che riconosca che sono cambiati, che sono degni di una vita tra le strade e le case e non solo tra le celle. Mi fermo a pensare sulla soglia e capisco ancora che la speranza è domanda di pace, è richiesta di giustizia, è grido di dignità. Ma se le porte sono pensate sante solo per entrare e non anche per uscire le cose faranno fatica a cambiare così da avere le...