Estremi confini

Alle origini di un conflitto. Il dramma umanitario dello Yemen

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Lo Yemen rappresenta una delle più gravi tragedie umanitarie del nostro tempo e, al tempo stesso, una delle più colpevolmente dimenticate. Da oltre un decennio, milioni di persone sono intrappolate in una spirale devastante di conflitto, povertà estrema, insicurezza alimentare e continui sfollamenti. Mentre intere comunità vengono progressivamente private delle proprie certezze e delle prospettive per il futuro, il mondo continua troppo spesso a osservare in silenzio una crisi che ha già lasciato ferite profonde nel tessuto umano e sociale del Paese.

Periferie invisibili

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Prima delle esplorazioni coloniali, le carte geografiche dell’Africa avevano ampi spazi bianchi, soprattutto all’interno del continente. Aree «innominate» rappresentate con disegni di mostri e indicate con titoli tipo Hic sunt leones, Terra degli Antropofagi e così via. Tutti termini che esprimevano la paura dell’ignoto e del diverso. Per il mondo eurocentrico erano luoghi e popoli senza identità, disumanizzati.

La rivolta globale della Generazione Z

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Negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno sorprendente nella sua estensione geografica e nella sua intensità sociale. Dal Sudest asiatico all’Himalaya, dalle isole dell’Oceano Indiano fino al Maghreb, la cosiddetta Generazione Z ha trasformato piazze, strade e campus universitari in luoghi di una protesta nuova. Non siamo davanti alle classiche rivolte organizzate da partiti o movimenti ideologici. È qualcosa di diverso: una ribellione senza leader, orizzontale, interconnessa, che fotografa la distanza crescente tra istituzioni logore e una gioventù che chiede servizi, giustizia sociale, dignità e soprattutto ascolto.
Le somiglianze tra Indonesia, Nepal, Filippine, Madagascar e Marocco sono così forti da suggerire che siamo davanti a un ciclo globale, non a fiammate isolate. Ogni Paese ha la sua miccia. Ma quasi sempre alla base troviamo fattori ricorrenti: corruzione, ostentazione del privilegio, servizi pubblici in rovina, disoccupazione giovanile, il ruolo dei social come spazio di identità e rivalsa.
Ma analizziamo le rivolte che stanno ridisegnando la mappa del malcontento globale.