Estremi confini

La rivolta globale della Generazione Z

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Negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno sorprendente nella sua estensione geografica e nella sua intensità sociale. Dal Sudest asiatico all’Himalaya, dalle isole dell’Oceano Indiano fino al Maghreb, la cosiddetta Generazione Z ha trasformato piazze, strade e campus universitari in luoghi di una protesta nuova. Non siamo davanti alle classiche rivolte organizzate da partiti o movimenti ideologici. È qualcosa di diverso: una ribellione senza leader, orizzontale, interconnessa, che fotografa la distanza crescente tra istituzioni logore e una gioventù che chiede servizi, giustizia sociale, dignità e soprattutto ascolto.
Le somiglianze tra Indonesia, Nepal, Filippine, Madagascar e Marocco sono così forti da suggerire che siamo davanti a un ciclo globale, non a fiammate isolate. Ogni Paese ha la sua miccia. Ma quasi sempre alla base troviamo fattori ricorrenti: corruzione, ostentazione del privilegio, servizi pubblici in rovina, disoccupazione giovanile, il ruolo dei social come spazio di identità e rivalsa.
Ma analizziamo le rivolte che stanno ridisegnando la mappa del malcontento globale.