a cura di Luigi Alici, a cura di Franco Miano

Cieli nuovi e terra nuova

Assumendo come chiave interpretativa della nostra epoca la metafora fortunata della “liquidità”, Bauman ha affrontato il tema della Paura liquida (Laterza, 2012) nella quale oggi siamo immersi, riconducendola in ultima analisi a paura della morte.

Editoriale

Tempo di emergenze e di speranze

di Piergiorgio Grassi

Che la crisi in cui si trova oggi il paese sia davvero grave e dagli sbocchi imprevedibili lo dimostra l’attenzione preoccupata con cui la stampa estera, europea e non, sta seguendo, le vicende italiane. Tutti gli osservatori sono stati colti di sorpresa dalle dimissioni irrevocabili del governo Draghi: la serata di mercoledì 17 luglio è apparsa interminabile, confusa e drammatica, destinata a restare nella memoria di molti. Le elezioni politiche poi, indette dal presidente Mattarella, e la decisione di sciogliere il Parlamento prima della fine della legislatura appartengono a un ordine di gesti che, nel precedente settennato, erano considerati altamente improbabile. La campagna elettorale d’estate, breve e rissosa, potrebbe condurre a risultati rischiosi per un paese in pericolo di recessione economica, colpito dal ritorno dell’inflazione e alle prese con una crisi energetica, conseguenza dell’irrisolta guerra russo-ucraina, che si manifesterà in tutta la sua gravità nel prossimo...

Blog

Avvento 2022: fra paura e speranza

di Giuseppe Lorizio

Nelle mie scorribande notturne fra libri e terze pagine, mi sono imbattuto in questa annotazione di Charles Bukowskj: «Ora mi sento come se stessi aspettando qualcosa che non arriverà mai, perché adoro illudermi e sperare, ti senti più vivo mentre lo fai». L’attesa ci fa sentire vivi, ma per il poeta, irriverente e nichilista, si tratta dell’attesa del nulla, nonostante il filosofo ci abbia avvertiti dicendo che siamo arrivati troppo tardi per gli dèi e troppo presto per l’Essere (M. Heidegger). E se la nostra fosse attesa del nulla perché siamo arrivati in ritardo rispetto al Dio che è venuto? La nostra vicenda sarebbe un po' come quella del quarto magio protagonista di un bel romanzo di Mimmo Muolo, ispirato a un racconto di Henry van Dyke del 1895. La nostra cultura, la nostra filosofia e perfino la nostra teologia non sono in ritardo? E l’ulteriore domanda: questo ritardo si può...