Primo piano

L’Europa per un domani comune

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Viviamo un tempo di forti cambiamenti, sfide globali e grandi preoccupazioni.
La crisi economica che pochi anni fa ha interessato i nostri paesi ha prodotto gravi tensioni sociali. Molte nostre comunità sono impaurite, vivono spesso in situazioni di disagio ed esclusione e non riconoscono le istituzioni come il luogo che garantisce e tutela le loro libertà. Sono sentimenti che attraversano l’intera Europa e che spesso vengono strumentalizzati da coloro che oggi vogliono indebolirci e dividerci.

Magistero scomodo: il Vaticano II e papa Francesco

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C’è un magistero ecclesiale che risolve i problemi e così è stato interpretato tale servizio nel corso della storia (Roma locuta, causa soluta), ma possiamo anche sostenere che c’è un ma­gistero che crea problemi, in quanto suscita interrogativi, attiva processi, alimenta dibattiti, come peraltro anche accaduto nel contesto della ricezione delle formulazioni dogmatiche nella Chiesa dei primi secoli. Particolarmente connotato in questa seconda direzione è a mio avviso – il magistero dell’ultimo Concilio e quello dell’attuale vescovo di Roma, che ad esso si ispira.

La democrazia al tempo della comunicazione

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Sono tre le chiavi di lettura che oggi si possono usare per interpretare il nesso tra crisi dell’informazione e crisi della democrazia: 1) l’abbondanza della quantità di informazioni circolanti che non si associa ad un corrispondente aumento della qualità, con un effetto a cascata sulla generale validazione dei processi cognitivi e sulla conseguente perdita di autorevolezza dei gestori delle competenze acquisite (gli esperti); 2) la mancata trasparenza di sistemi complessi che agiscono secondo le logiche di imperscrutabili calcoli con – ancor più – imperscrutabili effetti consequenziali (ve