Primo piano

Venti di guerra...

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Il gennaio 2020 l’uccisione a Bagdad del generale iraniano Qassem Soleimani, realizzatasi con un attacco sferrato da un drone americano, ha provocato un’escalation straordinaria delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Se, sin dall’instaurazione della Repubblica islamica d’Iran nel 1979, i rapporti tra i due paesi sono stati caratterizzati da profondi antagonismi, il rischio che scoppiasse una guerra diretta non si era mai elevato ad un livello così alto dal 1979, al tempo della crisi degli ostaggi americani a Teheran.

...Trame di pace

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I presidenti e alcuni rappresentanti delle conferenze episcopali e i capi delle Chiese cattoliche orientali dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, su proposta della Conferenza episcopale italiana, si sono incontrati il 19-23 febbraio 2020 a Bari per un dialogo fraterno e per guardare insieme alle gioie e alle fatiche che vivono i popoli del nostro «grande lago di Tiberiade».

Oltre il bipolarismo “radicale”. La battaglia politica è al centro

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arebbe oltremodo ingenuo calare (presunte) certezze su un quadro politico assolutamente fluido e suscettibile di nuovi “terremoti” nei prossimi anni, se non mesi. L’unico appiglio solido è che il tripolarismo apparso sulla scena italiana nel 2013 e consolidatosi alle elezioni politiche del 2018 è già ai titoli di coda, poiché parte del vasto consenso raccolto dal “nuovo polo”, il Movimento cinque stelle, è già emigrato verso la destra sovranista.

Dall’ascolto alla conversione: il Sinodo per l’Amazzonia

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Nel discorso di chiusura del Sinodo speciale per l’Amazzonia, papa Francesco invitava a non fermarsi sulle “piccole cose”, ma a guardare alla parte più consistente, in cui il Sinodo ha dato il meglio di sé: la diagnosi della realtà e l’indicazione dei nuovi cammini per affrontare la situazione. Con questo spirito desidero raccontare il Sinodo, seguendo il cammino suggerito dal Documento finale: dall’ascolto alla conversione.

L’Europa per un domani comune

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Viviamo un tempo di forti cambiamenti, sfide globali e grandi preoccupazioni.
La crisi economica che pochi anni fa ha interessato i nostri paesi ha prodotto gravi tensioni sociali. Molte nostre comunità sono impaurite, vivono spesso in situazioni di disagio ed esclusione e non riconoscono le istituzioni come il luogo che garantisce e tutela le loro libertà. Sono sentimenti che attraversano l’intera Europa e che spesso vengono strumentalizzati da coloro che oggi vogliono indebolirci e dividerci.

Magistero scomodo: il Vaticano II e papa Francesco

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C’è un magistero ecclesiale che risolve i problemi e così è stato interpretato tale servizio nel corso della storia (Roma locuta, causa soluta), ma possiamo anche sostenere che c’è un ma­gistero che crea problemi, in quanto suscita interrogativi, attiva processi, alimenta dibattiti, come peraltro anche accaduto nel contesto della ricezione delle formulazioni dogmatiche nella Chiesa dei primi secoli. Particolarmente connotato in questa seconda direzione è a mio avviso – il magistero dell’ultimo Concilio e quello dell’attuale vescovo di Roma, che ad esso si ispira.

La democrazia al tempo della comunicazione

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Sono tre le chiavi di lettura che oggi si possono usare per interpretare il nesso tra crisi dell’informazione e crisi della democrazia: 1) l’abbondanza della quantità di informazioni circolanti che non si associa ad un corrispondente aumento della qualità, con un effetto a cascata sulla generale validazione dei processi cognitivi e sulla conseguente perdita di autorevolezza dei gestori delle competenze acquisite (gli esperti); 2) la mancata trasparenza di sistemi complessi che agiscono secondo le logiche di imperscrutabili calcoli con – ancor più – imperscrutabili effetti consequenziali (ve