Editoriale

Tutto concorre al bene

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Provare a rileggere l'anno della pandamia nel pieno dell’irruzione della seconda ondata è un’impresa da compiere con questa chiave interpretativa: «Noi sappiamo che tutto concorre al bene» (Rm 8,28). Dio conduce la storia che si dipana, sotto il suo sguardo misericordioso, nel suo fluire incerto e nel suo intreccio di bene e di male. Egli, nella sua Provvidenza d’Amore, «tutto dispone con forza e dolcezza». L’opera della salvezza è un “fiume carsico” che scorre nelle “vene” della terra, ma non sfugge dalle mani di Dio.

Libano, quale futuro?

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In un mondo infiacchito e obnubilato dalla pandemia, durante l’estate più strana e drammatica dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’esplosione del 4 agosto scorso a Beirut è stata come la sveglia che si dà all’ubriaco. Si rimane col mal di testa e col gusto amaro in bocca, mentre si tenta di tornare lucidi. Non è facile, se si considera la portata dell’episodio. Ricordiamo: quasi duecento i morti e settemila i feriti, ma il bilancio è ancora provvisorio.

A un metro di distanza

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"Stai lontano da me almeno un metro”. Fino ad ora questa espressione esprimeva il fastidio nei confronti dell’altro. Ora stare a un metro di distanza esprime invece l’attenzione nei confronti dell’altro, il prendersi cura di lui, volere che lui stia bene». Così ha esordito il mio viceparroco nella sua prima omelia della fase due in una chiesa che aveva finalmente ritrovato la presenza dei fedeli.
Potremmo partire da qui per interrogarci sul senso delle regole. Limitazione della libertà, disciplina imposta dall’esterno o risposta ad un’interiore esigenza di relazione?

Azione cattolica, tessuto buono per la comunità

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Il 1° novembre 1969, festa di Tutti i Santi, entrava in vigore, in seguito all’approvazione di Paolo VI, lo Statuto dell’Azione cattolica italiana, fortemente voluto da Vittorio Bachelet e mons. Franco Costa come carta di identità di un’associazione profondamente rinnovata, in tutti i suoi aspetti, per adeguarsi allo spirito e alle indicazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Un bene per tutti

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Abbiamo sempre guardato all’esperienza delle Scuole cattoliche interetniche per l’Europa con grandissima ammirazione, oltre che con amicizia. Perché abbiamo sempre avuto ben chiaro, negli anni della guerra e in tutti quelli seguenti, che queste scuole rappresentavano e rappresentano un’esperienza esemplare di Vangelo incarnato nella Storia, nella vita di un popolo. Rappresentano per tutti i credenti di ogni fede una traduzione esemplare di cosa significa in concreto «amare Dio e amare gli uomini».

Quando il corpo parla

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Il nostro corpo è linguaggio. Tutto il nostro corpo. E non basta osservarne dall’esterno i movimenti. Non basta registrare i gesti, descrivere le espressioni o le posture. Il linguaggio del corpo è più profondo di quello che si vede; più sottile rispetto a quello che possiamo osservare o ascoltare. È un linguaggio che tiene insieme interno ed esterno, tempo e spazio, profondità e ulteriorità, immanenza e trascendenza. È un linguaggio eccedente che non si lascia inquadrare, contenere, catturare. Perché il linguaggio del corpo coincide con ciò che noi siamo.

L’Europa che verrà

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In Italia i risultati delle elezioni europee hanno trovato amministrative che hanno interessato più di tremila comuni del nostro paese. Entrambe le tornate elettorali hanno visto la netta prevalenza del centrodestra “a trazione leghista”, la tenuta del Partito democratico e il crollo verticale del consenso al Movimento 5 Stelle. Non senza conseguenze sul piano Ue e sul piano interno.