Editoriale

Azione cattolica, tessuto buono per la comunità

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Il 1° novembre 1969, festa di Tutti i Santi, entrava in vigore, in seguito all’approvazione di Paolo VI, lo Statuto dell’Azione cattolica italiana, fortemente voluto da Vittorio Bachelet e mons. Franco Costa come carta di identità di un’associazione profondamente rinnovata, in tutti i suoi aspetti, per adeguarsi allo spirito e alle indicazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Un bene per tutti

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Abbiamo sempre guardato all’esperienza delle Scuole cattoliche interetniche per l’Europa con grandissima ammirazione, oltre che con amicizia. Perché abbiamo sempre avuto ben chiaro, negli anni della guerra e in tutti quelli seguenti, che queste scuole rappresentavano e rappresentano un’esperienza esemplare di Vangelo incarnato nella Storia, nella vita di un popolo. Rappresentano per tutti i credenti di ogni fede una traduzione esemplare di cosa significa in concreto «amare Dio e amare gli uomini».

Quando il corpo parla

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Il nostro corpo è linguaggio. Tutto il nostro corpo. E non basta osservarne dall’esterno i movimenti. Non basta registrare i gesti, descrivere le espressioni o le posture. Il linguaggio del corpo è più profondo di quello che si vede; più sottile rispetto a quello che possiamo osservare o ascoltare. È un linguaggio che tiene insieme interno ed esterno, tempo e spazio, profondità e ulteriorità, immanenza e trascendenza. È un linguaggio eccedente che non si lascia inquadrare, contenere, catturare. Perché il linguaggio del corpo coincide con ciò che noi siamo.

L’Europa che verrà

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In Italia i risultati delle elezioni europee hanno trovato amministrative che hanno interessato più di tremila comuni del nostro paese. Entrambe le tornate elettorali hanno visto la netta prevalenza del centrodestra “a trazione leghista”, la tenuta del Partito democratico e il crollo verticale del consenso al Movimento 5 Stelle. Non senza conseguenze sul piano Ue e sul piano interno.