Dossier

Cosa ci fa comunità?

a cura di Pina De Simone

Cosa ci fa comunità? Quando abbiamo programmato questo Dossier non avremmo mai pensato che questa domanda potesse risuonare con tanta intensità nelle nostre giornate, nell’ordinarietà dei comportamenti e dei gesti. La situazione surreale in cui si trova il nostro paese a motivo del diffondersi dell’epidemia ci spinge a chiederci ancora di più: che cosa ci tiene insieme? A partire da che cosa possiamo sentirci una comunità, da che cosa nasce la trama di relazioni che ci identifica e ci consente di riconoscerci?

Libertà religiosa vo cercando

a cura di Giuseppe Dalla Torre

La libertà religiosa, lo sappiamo, è storicamente e logicamente il primo dei diritti di libertà.

Corpo e salvezza

a cura di Piero Pisarra

Ammaestrato, addomesticato, educato, il corpo umano resta il medium più potente, la “tunica di pelle” che porta i segni – le stigmate – della dominazione o della liberazione. E si fa linguaggio. Perché il corpo, tutto il corpo, non soltanto la lingua, parla. Dice chi siamo e chi vorremmo essere. Quali sono le nostre ferite e le cicatrici. Quali i tentativi di rimodellarlo, di nascondere o di annullare, come in un’opera barocca, il trionfo del tempo e del disinganno.

Il potere della comunicazione

a cura di Gianni Borsa, a cura di Donatella Pagliacci

Papa Francesco, nel suo Messaggio alla 53ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, coglie bene un tratto caratteristico e peculiare del nostro tempo, quando ci avverte che «l’ambiente mediale oggi è talmente pervasivo da essere ormai indistinguibile dalla sfera del vivere quotidiano».

Tra crescita e decrescita, ricchezza e povertà

a cura di Luigino Bruni, a cura di Alessandra Smerilli

Viviamo in un mondo in cui negli ultimi duecento anni sono stati compiuti progressi veloci, diverse nazioni sono uscite da stati di arretratezza di sviluppo economico, la tecnologia sta rivoluzionando l’impresa e il lavoro. Mentre guardiamo con apprezzamento i risultati raggiunti, ci chiediamo, però, se davvero viviamo nel migliore dei mondi possibili oppure se abbiamo bisogno di sguardi diversi, di nuovi modelli di sviluppo.

La promessa (o l’illusione) di una scuola democratica

a cura di Luciano Caimi

Nel contesto italiano possiamo parlare in senso proprio di scuola democratica solo con l’avvento della Costituzione repubblicana (1° gennaio 1948). Dall’unità nazionale (1861) alla fine del fascismo la «questione scolastica» si era via via posta sotto altre prospettive. Vediamo rapidamente.

vetrina dossier 1 2019

Il futuro: tra promesse e illusioni

a cura di Andrea Dessardo, a cura di Paolo Trionfini

Riflettevamo sul n. 4 del 2018 di «Dialoghi» intorno alla tentazione prometeica di Farsi Dio, di superare la fragilità intrinseca dell’umano, scomporlo e ricomporlo per adulterarlo, ripensarlo in forme diverse da quelle dateci da Dio, allargare il perimetro del nostro limite «umano, troppo umano». Ma proprio Nietzsche, probabilmente l’interprete più emblematico della crisi spirituale del Novecento, ci ricorda che Dio è morto e che l’abbiamo ucciso noi.

Farsi Dio

a cura di Pina De Simone

“Farsi Dio” o “diventare Dio” sono la stessa cosa? Quando abbiamo immaginato questo Dossier, siamo stati a lungo a discutere sul titolo e sulla differenza, non semplicemente di termini ma di prospettiva, presente nelle due diverse formulazioni.

Ecumenismo dopo Lund

a cura di Giacomo Canobbio, a cura di Piergiorgio Grassi

Sessantotto. L'utopia tradita?

a cura di Luciano Caimi, a cura di Enzo Romeo

Pagine