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Le parole del sinodo: “giovani”

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Nella prima parte del documento della XV assemblea generale ordinaria voluta da Papa Francesco, conclusasi nel 2018, viene ripresa la famosa scena dei discepoli di Emmaus: «Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e  conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro» (Lc 24,13-15).

La promessa o l’illusione di una scuola democratica

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Nel contesto italiano possiamo parlare in senso proprio di scuola democratica solo con l’avvento della Costituzione repubblicana (1° gennaio 1948). Dall’unità nazionale (1861) alla fine del fascismo la «questione scolastica» si era via via posta sotto altre prospettive. […] Nell’Italia repubblicana la nuova Carta costituzionale, entro il quadro dei princìpi/valori di fondo, delineava anche i contorni essenziali per ripensare il sistema d’istruzione in chiave democratica.

Il futuro del sogno europeo

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Nei primi decenni della nostra storia comune la causa dell’integrazione poté avvalersi di un messaggio (messianico, lo ha definito Joseph Weiler) dalla forza emotiva ineguagliabile, «non più guerre fra noi, non più figli, fratelli, padri morti a milioni, non più distese sterminate di croci ai fianchi delle nostre strade». Il messaggio parlava inizialmente alle generazioni che avevano perso quei figli, quei fratelli, quei padri e poi ha continuato a parlare a quelle, immediatamente successive, che li avevano almeno nella memoria.

Partiti, sindacati e la crisi della democrazia italiana

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Per quanto riguarda i partiti, è giunto ad esaurimento il percorso che aveva unito la rappresentanza politica e la istituzionalizzazione attraverso di essi dei canali per l’esercizio attivo della sovranità popolare. Per presentare questa evoluzione in forma schematica osservo che la “forma partito” che è divenuta dominante nei sistemi costituzionali europei (ma non in quello americano) è data da partiti di massa a base subculturale.

La difficile transizione verso le elezioni

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Da quando esiste la democrazia moderna, l’imperativo della pubblicità delle decisioni e dei processi del potere è stato riconosciuto come un requisito fondamentale di essa. Oggi però ha cambiato senso e portata: pubblicità degli atti, a partire dai livelli più alti, è diventata spettacolarità e vendibilità, cioè qualcosa di molto simile alla pubblicità commerciale. I partiti -parlo qui solo del caso italiano- vendono parole d’ordine come fossero prodotti da piazzare sul mercato politico ed usano tutti i mezzi tipici della pubblicità commerciale per riuscire.

Le parole del Sinodo: donna

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Che il tempo intercorso dall’annuncio della Beatificazione di Armida Barelli alla sua celebrazione sia coinciso con l’avvio del Cammino sinodale delle Chiese in Italia e con la fase nazionale del Sinodo universale dei Vescovi sulla sinodalità è sicuramente una coincidenza curiosa, e l’ampiezza della devozione popolare rilanciata con la sua beatificazione ci sollecita rispetto al desiderio di un nuovo riconoscimento della presenza e del ruolo delle donne nella Chiesa.

Le parole del Sinodo: Autorità

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Nella dinamica del cammino sinodale affiora, qua e là, un “non detto” che è bene intercettare e portare alla luce: quale autorità gestisce tale cammino e alla fine “decide”? Più radicalmente: l’autorità è una “controparte” nel cammino sinodale, alla quale cercare di strappare qualche concessione paternalistica, oppure l’idea stessa di autorità dev’essere ripensata profondamente, anch’essa in senso sinodale? In altri termini: autorità e sinodo sono due “parole nemiche”, oppure due “parole amiche”?

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